lunedì 20 gennaio 2014

Recensione - SHIVER DI MEGGIE STIEFVATER

Buon lunedì a tutti! Come state ? Bene? Spero di si.
Ok...cominciamo.
Oggi vi parlo di un libro urban-fantasy facente parte di una trilogia che ho scoperto solo da poco tempo e che forse per la trama che, a mio parere,è molto particolare o forse per il fatto che tratta di una categoria di creature sovrannaturali di cui io non ho letto molto mi ha subito incuriosita e non ho potuto fare a meno di portarlo a casa con me.

Sto parlando di “Shiver” di Meggie Stiefvater.


DATI TECNICI:
Titolo: Shiver (1# trilogia Shiver)
Autore: Meggie Stiefvater
Casa editrice: Rizzoli
Collana: BUR
Pagine: 402 pagine
Prezzo: 9.50

TRAMA:
Grace e Sam non si sono mai parlati, ma da sempre si prendono cura l’una dell’altro. Non si conoscono, eppure lei rischierebbe la vita per lui, e lui per lei. Perché Grace, fin da piccola, sorveglia i lupi che vivono nel bosco dietro casa sua, e in particolare uno dotato di magnetici occhi gialli, che negli anni è diventato il suo lupo. E perché Sam da quando era un bambino vive una doppia vita: lupo d’inverno, umano d’estate. Il caldo gli regala pochi preziosissimi mesi da essere umano prima che il freddo lo trasformi di nuovo. Grace e Sam ancora non si conoscono, ma tutto è destinato a cambiare: un ragazzo è stato ucciso, proprio dai lupi, e nella piccola città in cui vive Grace monta il panico, e si scatena la caccia al branco. Grace corre nel bosco per salvare il suo lupo e trova un ragazzo solo, ferito, smarrito, con due magnetici occhi gialli. Non ha dubbi su chi sia, né su ciò che deve fare. Perché Grace e Sam da sempre si prendono cura l’una dell’altro, e adesso hanno una sola, breve stagione per stare insieme prima che il gelo torni e si porti via Sam un’altra volta.
Forse per sempre.

                                                                       LA MIA OPINIONE:
Le prime pagine del libro raccontano un episodio accaduto a Grace ( la protagonista femminile) sei anni prima di quando la nostra storia ha inizio:
Troviamo una bambina sdraiata sulla neve, circondata da un denso liquido rosso (sangue) e da un branco di lupi affamati. Non sappiamo cosa sia successo, non sappiamo come sia finita in quella situazione, noi siamo all'oscuro di tutto.
La bambina (Grace) si comporta, però, in un modo piuttosto strano, infatti, nonostante sia circondata da un branco di animali selvatici che hanno il chiaro intento di cibarsi di lei, non ha paura, non fa nulla per cercare di scappare e non urla, l'unica cosa che fa è stare ferma ed emettere qualche gemito per il dolore.

Subito dopo è Sam (il protagonista maschile) in forma di lupo a raccontarci ciò che vede: il suo branco che circonda una persona, sente il sangue che lo alletta molto dato che non mangia da un po'; Sam si avvicina e vede una bambina indifesa, la persona più bella che abbia mai visto (sue testuali parole).
Dopo queste poche pagine ritroviamo i due personaggi sei anni dopo.
Il libro è interamente composto dai due punti di vista dei protagonisti, cosa che, tra l'altro, mi è piaciuta molto.
Un'altra cosa che mi ha piacevolmente sorpresa è che l'autrice riesce a reinventare, in modo molto originale, i licantropi.
Che cosa hanno di diverso questi lupi mannari da quelli che tutti noi conosciamo? Ve lo spiego subito:


  1. Noi sappiamo che i lupi mannari, come si può dedurre anche dal nome, sono esseri umani un po' speciali che ogni mese, ovvero a ogni luna piena, si trasformano in lupi e così rimangono per una notte. In questo romanzo la cosa è un po' diversa perchè i licantropi di trasformano quando c'è freddo ( d'inverno) e si ritrasormanno in esseri umani solamente quando comincia a fare più caldo  (primavera). Praticamente rimangono in una sembianza o nell'altra per interi mesi.
  2. Una cosa un po' particolare, che può essere negativa o positiva in base alla persona, è che con il passare degli anni ci si trasforma in esseri umani sempre più raramente fino a diventare solamente dei lupi. Questa è la paura più grande del nostro protagonista maschile Sam, che vorrebbe trascorrere la sua vita da umano per poter stare con Grace.
  3. Grazie a Sam, inoltre, noi veniamo a conoscenza di un'altra particolarità dei licantropi, ovvero, che, non potendo comunicare tra di loro con le parole, sono in grado di trasmettersi a vicenda delle immagini.

Il carattere dei due protagonisti mi ha molto sorpresa, poiché, solitamente, nei libri rivolti a dei ragazzi, il personaggio femminile è molto timido, goffo, pudico e quasi sempre in imbarazzo a dover rivelare i propri sentimenti; il personaggio maschile, invece, viene, solitamente, descritto come impavido, sicuro di sé, diretto ed esplicito, qualcuno che non ha alcun problema a parlare apertamente di ciò che prova.


Ecco, in questo libro, è il contrario. Troviamo spesso nel corso della narrazione delle affermazioni molto dirette di Grace e una certo imbarazzo da parte di Sam per quanto riguarda baci e parole d'affetto ( e qui vorrei precisare che le sue difficoltà non sono dovute a un'indifferenza nei confronti di Grece).
Subito dopo la tenerezza per la storia d'amore tra i due protagonisti, ho provato empatia e si, anche un po' di pena per i due protagonisti che hanno vissuto (soprattutto Sam) delle situazioni famigliari che non si possono definire né dolci né sane.
Una cosa che mi ha colpita è la capacità dell'autrice di descrivere tutto con una gentilezza e una dolcezza incredibili; sembrava quasi di leggere una poesia.
Inoltre "Shiver", forse per la scrittura o forse per la storia , è un libro che si legge in pochissimo tempo  e che ti invoglia a continuare a leggere le avventure di Grace e Sam.

Però, ahi ahi ahi, c'è un un però, non sono riuscita ad entrare completamente nella storia; mi spiego meglio: il romanzo è molto carino, scritto bene e fantasioso ma per qualche strana ragione non sono riuscita a farlo mio, a immedesimarmi nei personaggi, o comunque, a perdermici dentro; ero fin troppo consapevole di dove mi trovavo e di quello che avrei dovuto fare dopo. Probabilmente è una cosa del tutto soggettiva , tuttavia, proprio per questa mia insensibilità ( se così si può chiamare) nei confronti delle peripezie dei personaggi fa sì che io non riesca a dargli 5 stelline. E' un romanzo che, comunque, consiglio, e l'inizio di una saga che probabilmente continuerò.







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